USD/YEN

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Appare estremamente interessante la configurazione del cambio USD/YEN che, dopo un periodo di ininterrotta tendenza long, anche se con i primi sintomi di difficoltà, ha cominciato a fornire un primo segnale di vera importante debolezza tanto che se dovesse avere la forza di rimbalzare a 121,84 rappresenterebbe un perfetto punto di vendita di lungo termine con uno stop relativamente piccolo a 122,32 per un target iniziale a 116,55 che, un po’ più avanti nel tempo, potrebbe anche diventare 110,50.

Per chi ha dimestichezza con l’analisi intermarket certamente realizza le implicazioni di tale possibile importante ritracciamento.
Infatti, io starei molto attento agli indici azionari, in special modo al DAX e all’S&P, perché se testeranno rispettivamente 10887 e 2080 saranno perfetti per essere shortati con stop per entrambi quantitativo dell’1% e target ampi nel tempo.

Quindi attenzione agli indici azionari!!! A meno che non superino entrambi velocemente i recenti e relativi massimi di 11450 e 2109.

 

USD/YEN

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Il cambio USD/YEN sta lateralizzando ormai da circa un mese all’interno dell’ampio range 123,60 – 122,31; la prossima operatività sarà condizionata alla rottura di uno dei due lati, ma utilizzeremo entrambe le rotture esclusivamente per l’operatività long: infatti, come si può vedere dal grafico giornaliero allegato, la rottura del lato inferiore del box dovrebbe proiettarlo sulla trend-line ascendente passante, ad oggi, a 120,34 e che sale di circa 12 pips al giorno ed inseriremo uno stop molto piccolo a 119,84 per rischiare molto poco.
Allo stesso modo in caso di rottura della parte superiore del box aspetteremo un retest del 123,60 rotto e, questa volta, inseriremo lo stop solo quantitativo o al massimo sotto il minimo della candela di espansione (quindi un Marubozu di espansione) del 15 minuti che avrà generato la rottura del box.

Perché la preferenza è per il long?
Perché se guardiamo il grafico mensile possiamo notare il trend di lungo periodo ancora ascendente e che l’obiettivo finale di lungo periodo dovrebbe essere il test della trend-line discendente attualmente intorno ai 140,60 o, almeno fra qualche mese, a 136,40.

GRAFICO GIORNALIERO

GRAFICO MENSILE

USD/CAD

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Il cambio USD/CAD presenta uno scenario di breve/medio periodo estremamente interessante: si presta infatti, sia dal punto di vista grafico che dal punto di vista dell’analisi intermarket, ad essere sfruttato per cogliere una buona opportunità con un profilo rischio/rendimento estremamente interessante; si presta, infatti, anche a provare a cavalcare il possibile rimbalzo di breve del prezzo del petrolio, vista la stretta correlazione con tale commodity, di cui il Canada è esportatore.
Dal punto di vista grafico, tale cambio ha effettuato un quasi perfetto doppio massimo (vedi figura) di periodo e sul secondo massimo ha disegnato una figura di inversione da manuale ed ora sulla resistenza di 1,3356 ha il perfetto livello di entrata per shortarlo con uno stop che i più prudenti (ma anche meno perfetti dal punto di vista tecnico) potranno già inserire a 1,3381, mentre i più avvezzi al rischio dovranno inserire a 1,3445; ovviamente il target deve essere ambizioso ed, infatti, quello minimale è in area 1,3070 e quello possibile in area 1,2840.

DAX30

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Così come l’Italy40 anche il future tedesco DAX30 non è riuscito a superare in gap la media mobile a 200 periodi del time frame giornaliero, ma a differenza del future italiano, dopo la discesa a 10482, registrata lunedì 16 Novembre, ha ripreso forza, arrivando addirittura in chiusura settimanale a superare tale resistenza. Purtroppo però, nell’indice sottostante sono presenti ben 3 gap up giornalieri che potrebbero fungere da “effetto calamita” per i prezzi; per cui il DAX30 deve necessariamente trovare la forza, nel più breve tempo possibile, di superare il livello 11153 per poi andare a ricoprire il gap a 11278.
Se tutto questo non dovesse accadere, e anzi, se la chiusura di oggi dovesse essere più bassa di 11070 ci sarà un’ulteriore rapida discesa in area 10600 dove si potranno prendere posizioni di acquisto con stop molto stretto a 10490 e target 11070.

UniCredit

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Si possono valutare degli ingressi su UniCredit, ma con molta attenzione; infatti consiglio di fare degli ingressi scaglionati, ovvero comprerei una piccola parte della posizione -diciamo un terzo- a 5,40; per il resto aspetterei che il titolo scenda un po’ più in basso, almeno in area 5,25.
Il buy più deciso è da fare solo dopo aver aspettato la rottura degli ultimi minimi in area 5,24, magari con un nuovo minimo leggermente più basso. Per comprare aspetterei la riconquista del livello 5,25, per cui sostanzialmente comprerei solo quando il grafico mi dimostra che i ribassisti stanno “perdendo la battaglia”.